Castello dei Geni, oppure Casello delle Grotte o Castello delle Giare.

Questo significherebbe il toponimo Caltagirone secondo le piu’ accreditate interpetrazioni, che danno al nome una radice Araba.

Altri pensano che la seconda parte del nome, cioè “Girone” nasconda la radice di un antico toponimo greco forse ” Gela” non quella marittima bensì quella posta all’interno.

Mistero sul nome, ancora oggi.

Molte pero le certezze, grazie alla scienza archeologica.

Il Popolamento del territorio ha origine nella notte dei tempi, e dura, senza soluzione di continuità, dal neolitico ai giorni nostri, favorito da una posizione geografica di eccezionale importanza, dalla relativa abbondanza di acqua e di boschi, dalla presenza di imponenti banchi di argilla sfruttati da sempre per la produzione dell’ancor oggi celeberrima Ceramica.

Il territorio di Caltagirone , in varie stratificazioni, è cosi diventato un immenso giacimento archeologico, dove e possibile cogliere le testimonianze di tutte le civiltà che si sono succedute nell’arco di oltre sette millenni.

Basti dire che nei circa 400 kmq del territorio comunale, sono presenti almeno ventisiti, che rivelano consistenti presenze preistoriche, quattro citta’ di età Greco Arcaica, un Castello Ellenistico , tre grandi Fattorie Romane, tre Viollaggi Bizantini, due Casali Arabi.

Assai numerosi sono i reperti litici, metallici, ceramici, che provengono dalle zone Archeologiche Calatine, molti dei quali hanno un eccezionale valore documentario; non tutti, hanno trovato posto nei Musei Calatini e sono confluiti NEL Museo ” Paolo Orsi ” di Siracusa  e nei Musei di Agrigento e Palermo.

Questi sono i risultati che e possibile esrapolare dalla ricca letteratura Archeologica su Caltagirone , alimentata di continuo sia da una numerosa schiera di Studiosi locali, sia da studiosi di Antichità Siciliane , come Paolo Orsi, che vi compi le prime e fondamentali ricerche scentifiche , fino ad arrivare a Domenico Amoroso che ne hanno ampliato le ricerche e approfondite le conclusioni, che hanno stuydiato e studiano il territorio Calatino , giungendo spesso a conclusionio sorprendenti e intriganti.

L’ampiezza dell’assunto non fuorvii il lettore: il nostro scopo,qui, è quello di fornire una piccola guida a chi vorrà avventurarsi nei siti più noti e più “turisticamente”fruibili del calatino, nella certezza di immergersi in uno dei paesaggi più belli e incontaminati della sicilia.

Tra i Centri Archeologici più noti del suo territorio vanno ricordati: S. Ippolito – la necropoli della montagna -Altobrando – Piano Casazze – Monte san Mauro.