Carmelo Caristia, giurista e politico insigne, nacque a Caltagirone il 1° Settembre 1881. Da giovane militò con impegno serio nella Gioventù Cattolica Italiana, fondata nel 1866 da Mario Fani e Amedeo Acquaderni. Si laureò a Catania in giurisprudenza, discutendo la tesi su “La politica di Grimm e gli enciclopedisti”. Nel 1909 conseguì la libera docenza in Diritto Costituzionale all’Università di Torino; qui allacciò rapporti di amicizia con un altro giurista cattolico, Carlo Arturo Jemolo. Da professore incaricato insegnò Diritto Costituzionale nelle Università di Camerino, di Macerata e di Catania.
Dal 1924 al 1944 fu titolare, in seguito a concorso, della cattedra di Istituzioni di Diritto Pubblico nell’Istituto Superiore di Scienze Economiche e Commerciali di Catania; nel 1944 gli fu assegnata la cattedra di Diritto Costituzionale Italiano e comparato della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università e successivamente, nel 1948, quella di Diritto Internazionale.
Subito dopo la caduta del regime fascista, si adoperò per la ricostituzione in Sicilia del partito fondato da Luigi Sturzo e a Catania fu il primo Segretario provinciale della Democrazia Cristiana.
Nel 1946 fu eletto all’Assemblea Costituente nella circoscrizione della Sicilia Orientale e fu uno dei membri più attivi della Commissione dei 75 che elaborò il progetto della Costituzione repubblicana.
Il 18 aprile del 1948 fu eletto Senatore della Repubblica nel Collegio di Caltagirone; rieletto nelle due successive legislature, esercitò il mandato fino al 1963.
Morì il 18 Settembre 1969.
Numerosi e validi sono i suoi scritti giuridici e politici, con i quali, fin da giovane, studiò in una chiara e coerente ispirazione cristiana il rapporto tra etica e politica ed evidenziò le insidie, i pericoli e i guasti morali e sociali del laicismo e dello statalismo.
Fu uomo riservato, rifuggì da qualsiasi atteggiamento demagogico, servì il Paese soprattutto con il contributo silenzioso della sua dottrina e con l’esempio costante della sua integrità e coerenza.