FRANCESCO PISANO PHOTO 2020

 

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Situata in via san giovanni bosco, poco distante dalla Chiesa del Gesù, la Chiesa di Santa Chiara , annessa all’ononimo monastero , secondo la tradizione, fu fatta edificare dalla stessa santa di Assisi  per favorire la presenza in Sicilia dell’appena fondato ordine Moniale delle Clarisse.

 

Più verosimilmente, la fondazione del monastrero risale alla prima metà  del XVI Secolo.

La rapida diffusione dell’ordine  e la sua presenza in Caltagirone , suscito nelle famiglie più facoltose della Città numerose vocazioni nonchè signioficative donazioni che consentirono di ampliare gli spazi a disposizione delle monache  e di intervenire pregevolmente nell’abbellimento e nelle decorazioni della chiesa.

Nonostante i terremoti del 1693  e 1698, la Chiesa fù rapidamente ricostruita su progetto di Rosario Gagliardi.

Oggi si presenta con un movimentato prospetto, ad un solo ordine ricco di elementi scultorei ed è delimitato da due pilastri laterali.

Da notare nella chiave dell’arco che sormonta il portale, la scultura di una mano che sorregge un ostensorio: e la mano di Santa Chiara che, miracolosamente, respinse i saraceni che volevano saccheggiare il monastero di San Damianoi in Assisi , mostrando l’Eucarestia.

A pianta lievemente ellittica , l’edificio ha un ricco pavimento maiolicato , realizzato negli anni 1950, riprendendo l’antico disegno di Francesco Branciforti, Maestro Ceramista Calatino.

In maiolica policroma è pure la balaustra della zona absidale.

L’uso monastico della Chiesa è testimoniato dalle tribunette proviste di Gelosie , le grate oltre le quali le Monache attendevano alle celebrazioni liturgiche .

l’Altare settecentesco in legno intagliato , specchi e vetri dipinti , e stato commissionato dall’Abadessa Suor Fortunata Maria Martorana.

Di un certo interesse e anche un crocifisso ligneo di Giuseppe Vaccaro.

Pultroppo il monastero non esiste più, al suo posto adesso sorge l’edificio dell’ex officina elettrica, in stile liberty opera dell’Arch. Ernesto Basile.

Qui si esprime la grande devozione dei calatini  a Santa Rita da Cascia (1381-1457), sposa e Madre , vedova e monaca agostiniana, segnata dalla partecipazione alle sofferenze di Cristo medianter il fenomeno mistico di una sppina sulla fronte, causa di una dolorosa ferita.La statua, i dipinti con scene della vita e sopratutto il culto alla Santa , giustificano la consuetudine di indicare la chiesa con il nome di Santa Chiara e Santa Rita.

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