ZONA ARCHEOLOGICA MONTE S.MAURO

ZONA ARCHEOLOGICA MONTE S.MAURO

DOPO AVER PERCORSO PER CIRCA 6 KM LA VIA PORTOSALVO E AVER ATTRAVERSATO LA PORTELLA, UNA STRETTA GOLA TRA DUE COLLINETTE DI PIETRA ARENARIA, SI APRE DAVANTI AL NOSTRO SGUARDO UNA CONCA DOLCEMENTE DEGRADANTE VERSO SUD.

INNOLTRANDOCI APPENA UN PO’, CI RENDIAMO SUBITO CONTO DELLA GEOGRAFIA DEI LUIGHI: LA CONCA E’ CONTORNATA A NORD DA DUE COLLINETTE DAI FIANCHI ASSAI RIPIDI, SEPARATI TRA LORO DALLA PORTELLA, CUI ORSI, PRIMO ESPLORATORE SISTEMATICO DI S. MAURO, DIEDE IL NUMERO DI COLLI 1-2 E 5, DACCHE’ ERANO TOPONOMASTICAMENTE INDISTINTI. VERSO OVEST ALTRE DUE COLLINE, SEPARATE DA PROFONDE INSELLATURE, UNA PIU’ APPUNTITA, CUI VENNE DATO IL NUMERO 3, E L’ALTRA, PIù A MERIDIONE, ASSAI PIù GRANDE E FORTEMENTE ALLUNGATA, GIA’ NOTA COME PIANO DELLA FIERA, CHE FU INDICATA COL N. 4.

DIRIGIAMOCI SUBITO VERSO IL COOLLE N.3, SULLE CUI PENDICI E’ STATO SCAVATO UN NUTRITO GRUPPO DI CASE, LA’ DOVE LA COLLINA SCENDE CON PENDIO PIU’ DOLCE. LE CASE, RISALENTI AL VI SEC. PRESENTANO LA STESSA TIPOLOGIA: HANNO UNA FORMA QUASI QUADRATA E RISULTANO FORMATE DA TRE AMBIENTI: UNO PIU’ GRANDE, CHE SPESSO OCCUPA UNA BUONA META’ DELLA SUPERFICIE, E DUE PIU’ PICCOLI, INTERNI, NEL LATO A MONTE. NELL’AMBIENTE PIU’ GRANDE, IL PIU’ ESTERNO, C’ERA IL FOCOLARE E SI SVOLGEVANO LE ATTIVITA’ DOMESTICHE. DAL VANO GRANDE SI ACCEDEVA DIRETTAMENTE NEI DUE VANI PIU’ PICCOLI, LA ZONA NOTTE, CHE RICEVEVANO LUCE E ARIA SOLO DALL’AMBIENTE PIU’ GRANDE.

LE CASE PRESENTANO GROSSO MODO LE STESSE DIMENSIONI, CIRCA 120 MQ: ESSE NON SEMBRANO SEGUIRE UN PREORDINATO SCHEMA URBANISTICO, TANTO CHE RISULTA POCO AGEVOLE SEGUIRE L’ANDAMENTO DELLE STRADE, MA SI ADATTANO CON MORBIDA ADERENZA ALLA OROGRAFIA, SICCHE’ I MURI SI SONO CONSERVATI PER UN’ALTEZZA SUPERIORE AI 150 CM. LE CASE NON PRESENTANO RIFINITURE: I MURI, COSTRUITI CON PIETRE DI MEDIA E PICCOLA PEZZATURA BEN CONNESSE TRA LORO, NON RISULTANO INTONACATI; IL PAVIMENTO ERA DI TERRA BATTUTA; IL TETTO ERA AD UN SOLO SPIOVENTE.COMPLETATA LA VISITA ALLE CASE, INERPICHIAMOCI PER UN SENTIERO VERSO LA CIMA DEL COLLE 3, DOVE ORSI INDIVIDUO’ IL MONUMENTO PIU’ CELEBRE DI S. MAURO, UN EDIFICIO ARCAICO CHE EGLI RITENNE LA DIMORA DI UN PRINCIPE SICULO. STUDI SUCCESSIVI HANNO MODIFICATO L’OPINIONE DI ORSI E PRECISATO LA FUNZIONE DELL’EDIFICIO, DATATO ORMAI AL VII SEC. A.C. E ASCRITTO A UN COMPLESSO SACRALE NON MEGLIO PRECISATO.

GLI ARCHEOLOGI HANNO APPURATO CHE LA CITTA’ SI ESTENDEVA SULLA SOMMITA’ E SULLE PENDICI MERIDIONALI DEI COLLI 1-2-3-5 E PARTE DEL COLLE 4; NELLA FASCIA PIANEGGIANTE SI STENDEVA LA NECROPOLI, PARZIALMENTE ESPLORATA, DA CUI PROVENGONO MATERIALI CUSTODITI NEL MUSEO ARCHEOLOGICO “PAOLO ORSI” DI SIRACUSA E NEL MUSEO REGIONALE DELLA CERAMICA “ANTONINO RAGONA” DI CALTAGIRONE. SUL COLLE 1-2 SONO STATI INDIVIDUATI DUE TEMPIETTI ARCAICI, UNO DEI QUALI RIVESTITO DI TERRACOTTA POLICROMA.

SULLA PUNTA MERIDIONALE DI PIANO FIERA FU ESPLORATO DA ORSI UN PICCOLO VILLAGGIO DI ETA’ BIZANTINA.UNA SOMMARIA RICOSTRUZIONE STORICA DEL SITO CI DICE CHE LA VITA A SAN MAURO INIZIO NEL PERIODO NEOLITICO, PROSEGUI’ IN TUTTE LE FASI DELLA PREISTORIA, FIORI’ SPLENDIDAMENTE IN ETA’ GRECA.INFATTI, VERSO LA META’ DEL VII SEC. A.C. I GRECI CACCIARONO I SICULI DA QUESTE COLLINE E FONDARONO UNA CITTA’, FORSE MAKTORION, LA PRIMA SOTTOCOLONIA DEI GELOI VERSO L’INTERNO; LA CITTA’ VENNE DISTRUTTA INTORNO AL 490 A.C.

 

Francesco P.

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