Giovanni Burgio, medico, diplomatico e teologo, nacque a Caltagirone verso il 1405.
Promettente ingegno, per le sue povere condizioni finanziarie venne inviato agli studi a spese del Comune ottenendo la laurea in medicina.
Molto abile nel trattare la Cosa pubblica, tenuto in gran reputazione dai suoi concittadini, caldo difensore delle patrie cose, con voto unanime del Senato caltagironese, venne inviato, quale ambasciatore, a trattare col Viceré Ximenes de Urrea nel 1445.
Dal Parlamento generale tenuto a Messina fu scelto quale ambasciatore alla Corona.
Essendosi recato alla Corte di Re Alfonso in qualità di ambasciatore della sua città natale, in quella occasione lo guarì salvandolo da morte certa; salvò anche la vita al Pontefice Paolo II e ad altri insigni personaggi. Venne nominato Giurato della Città di Caltagirone, onore fino allora concesso solo ai discendenti da famiglia patrizia.
Per le sue eccelse doti di teologo, per desiderio di Re Ferdinando, venne eletto da Papa Paolo II Vescovo di Manfredonia e poi di Mazara, ed infine Arcivescovo a Palermo, dove morì il 6 Gennaio 1469. Le sue spoglie vennero portate a Caltagirone in forma solenne e, presenti Senato, nobiltà e popolo, vennero inumate nelle Chiesa di Santa Maria del Monte, allora Chiesa maggiore della Città.
Fu lui che, col beneplacito di Papa Callisto, trasportò a Caltagirone molte sacre reliquie, tra cui un pezzetto dell’osso di un braccio di San Giacomo Maggiore, protettore della Città.