GUALTIERO DI CALTAGIRONE E LA FINE DELLE ASPIRAZIONI REPUBBLICANE DEL VESPRO.

I NUMEROSI DOCUMENTI DA NOI RACCOLTI NELLE MONOGRAFIA DAL TITOLO ” GUALTIERO DI CALTAGIRONE”, EDITA NEL 1985 CON IL CONTRIBUTO FINANZIARIO DELLA LOCALE CASSA SAN GIACOMO, CI HANNO CONSENTITO DOPO SETTE SECOLI DI BUIO , DI CONOSCERE PER LA PRIMA VOLTA LA VERA IDENTITA’ DI GUALTIERO.

QUI, IN RAPIDA SINTESI, RICAVANDOLE DALL’OPERA ANSIDETTA, CI PREMURIAMO DI FORNIRE AL LETTORE LE PRINCIPALI NOTIZIE RELATIVE AL PERSONAGGIO IN ARGOMENTO, CHE AVEVA COME COGNOME IL NOME DELA SUA PATRIA, CALTAGIRONE.

Gualtiero, discendente da un’illustre famiglia è vissuto a Caltagirone intorno alla metà del XIII secolo.

La sua opera ebbe risonanza generale in occasione della rivolta siciliana contro gli Angioini.
Aderì dapprima al movimento in favore di Pietro d’Aragona ed insieme al fratello Pietro fu scelto a far parte dei cento cavalieri che dovevano accompagnare il re Pietro d’Aragona nel duello con Carlo d’Angiò. Ma quando questi cominciò a trascurare la Sicilia, Gualtiero tentò un’insurrezione a favore dell’indipendenza dell’Isola risollevando la bandiera su cui era scritto: “Bonu statu e libertà”.
Abbandonato dai suoi, fu giustiziato a Caltagirone nella Piazza di S. Giuliano, oggi Piazza Umberto, il 22 Maggio 1283.
Emanuele Taranto nella sua “Biografia di Giovanni Burgio” così scrive di Gualtiero: “uno dei quattro generosi che a bandir vendetta dell’onor dei fratelli, messo giù e calpestato dalla non più sofferibile tirannia angioina, alto levarono il grido e seppero dare il segno del famoso Vespro siciliano”.
Nel 1983, VII centenario del martirio di questo grande eroe calatino, la Città di Caltagirone, ha posto una lapide in marmo in Piazza Umberto, dove venne giustiziato ed ha realizzato un monumento in sua memoria.