PARROCCHIA SANTA MARIA DEL MONTE (ex Matrice)

Info
Abitanti: 915
Parroco: arcidiacono don Mauro Ciurca

Contatti

Indirizzo: Largo Ex Matrice
tel./fax: 0933.21712
e-mail: parrocchia.exmatrice@gmail.com

Sorge nella parte più antica dell’abitato ed era un tempo dedicata a Santa Maria Assunta.

Piu volte danneggiata e riedificata , la Chiesa di Santa Maria del Monte , Matrice prima dell’erezione della chiesa di San Giuliano come Cattedrale, si trova in cima alla famosa scalinata di Caltagirone che, cosruita nel 1606, soddisfaceva l’esigenza di unire direttamente la chiesa madre con il Palazzo di Città; fu successivamente restaurata e abbellita con i motivi che riprendevano i vari stili che hanno caratterizzato nei secoli l’arte della ceramica di Caltagirone.

La volta della navata centrale è decorata con affreschi raffiguranti Eroine Bibbliche , Rebecca, Abigail, Giuditta ed Ester, nelle quali la tradizione della chiesa ha vistop delle prefigurazioni di Maria, la cui immagine e dipinta nella volta del presbiterio , e realizzati nella prima meta’ dell’ottocento dai F.lli Vaccaro.

Degli altari laterali sono da segnalare quello dedicato alla Madonna del salterio, la cui statua marmorea è attribuita a Domenico Gagini (+1492); l’altare della presentazione di Maria al Tempio con lo stemma Gentilizio della Famiglia Boscarelli -Sturzo, e l’altare del Cristo alla Colonna, con la statua lignea realizzata nel 1592 dall’Artista Paolo Nigro.

La Chiesa di Santa Maria del Monte è particolarmente cara ai cittadini  di Caltagirone poiche in essa è custodita la Sacra Immagine della Madonna di Conadomini la cui devozione si esprime sopratutto nel mese di Maggio interamente dedicato al Culto di Maria.

Si tratta di una tavola giunta a Caltagirone nella prima metà del 1200, dipinta da ambedue i lati : durante la novena del mese di Maggio e in occasioni particolari viene esposta l’immagine bizantina di Maria SS. con in braccio il Bambin Gesù; sul retro e invece raffigurato il Cristo Morto che si erge dal sepolcro , con alle spalle il legno della croce, che viene esposto il periodo di quaresima e il mese dio Giugno.

Il titolo Conadomini nella predicazione viene spesso interpetrato come corruzione di Icona Domini, Maria immagine del Signore; in realta deriva dal fatto bche l’immagine era un tempo esposta all’interno di una Cona  che normalmente ospitava L’Immagine del Signore (Domini).

Durante tutto i8l mese di Maggiola Chiesa si riempie di Fedeli che rendono culto a colei cdhe dal 1644 è invocata come Patrona assiueme a San Giacomo .

Chiesa di S. AgatA

Info
Rettore: Mangano don Innocenzo
La Chiesa fu eretta nei primi del secolo XVI e la confraternita .il 13 Marzo 1575
si conserva nella Chiesa una Reliquia della Santa in un bel Ostensorio Argenteo con l’autentica.
Il Decano Antonio Zafferana profuse del suo a bene della Chiesa per lui decorata di nuovi stucchi e dell’altare maggiore di Marmo.
Essa fu architettata dal Bonajuto nel 1812quando venne l’ammiraglio inglese Bentick e si abbatte porzione dell’antica Chiesa per allargare la Strada.
La Pittura di Santa Maria della Lettera fu dono del Senato di Messina al Senato nostro che aveva soccorso quella Città.
E bella la pila marmorea dell’acqua benedetta scolpita daù Gian Domenico Gagini nel 1610.
In questa chiesa fu introdotta la devozione alla Madonna di Lourdes nel 1879.

CHIESA DI SAN FRANCESCO D’ASSISI ALL’IMMACOLATA

– EX CONVENTO DEI FRATI MINORI CONVENTUALI

Info 

Rettore: Renda don Nicolò

Al lato dell’Episcopio vi e la Chiesa di San Francesco D’Assisi ,conosciuta come Chiesa dell’Immacolata che si festeggia l’8 Dicembre.
La Chiesa tiene una facciata Barocca del XVIII sec.
Al suo interno vari dipinti attribuiti ai Fratelli Vaccaro del XIX sec.
1.
San Girolamo
2.
Sant’Antonio da Padova
3.
San Francesco D’Assisi
4.
L’Addolorata e il Crocifisso.
La Chiesa, sebbene originariamente consacrata a san Michele Arcangelo, assunse il titolo di san Francesco d’assisi all’Immacolata, dal momento che i padri conventuali vi introdussero ed incrementarono le devozioni per il Padre Serafico e per la Vergine Maria sotto il titolo di Immacolata Concezione.
In origine di piccole dimensioni, fu ampliata in epoca tardo medievale assumendo forme gotiche e uno spiccato verticalismo.
Avanzi di strutture architettoniche restano nei locali adiacenti alla chiesa; la tipologia e la finitura del materiale impiegato , una locale pietra arenaria , caratterizzano anche il portale Gotico, esistente nel chiostro attiguo alla chiesa.
La Chiesa di San Francesco all’Immacolata subì sensibili danni a seguito del tragico terremoto del 1693 ma era già ricostruita nel 1724, anno in cui si rese necessaria la stipula del contratto con Pietro Merita e Antonino Rizzo per l’edificazione della facciata , secondo un primo progetto.
Nel 1727 il piano dei lavori fu sottoposto a revisione e affidato a Tommaso Amato e Francesco Battaglia Catanesi, he sostituirono le quattro nicchie con santi francescani, nei partiti laterali della facciata , con altrettanti attributi mariani entro tabelloni a rilievo, quasi a far da corona alla nicchia centrale con la statua dell’Immacolata .
Il alto, nella lunetta campeggia l’emblema francescano con le braccia incrociate di Cristo e San Francesco davanti la Croce.
Il prospetto è giudicato uno fra i più interessanti fra le facciate barocche di Caltagirone.
La Cupola si articola all’esterno in otto grandi finestroni ed è coronata in una sequenza di sfere in terracotta smaltata.
È sprovvista della calotta e del lanternino che non furono mai realizzati dopo il rovinoso crollo, avvenuto nel corso dei lavori di completamento all’imbrunire del 24 novembre1702.
Il campanile , che svetta agile accanto alla cupola fu costruito nel 1852 nella sola cella campanaria su progetto dell’architetto Caltagironese salvatore marino.
L’eleganza di questo campanile fu motivo di ispirazione per l’architetto Ugo Tarchi da Roma quando nel 1954 progetto il campanile della vicina cattedrale di San Giuliano.
La piazza antistante la Chiesa e al Convento fu abbassata di circa quattro metri per agevolare l’accesso dei frati e dei fedeli, furono realizzati i terrapieni, e fu aperta a sinistra della chiesa, una strada pubblica.
Per il verificarsi dell’aurora boreale la sera del 29 marzo 1739, la popolazione , colta da indicibile panico, recò in solenne processione il Patrono San Giacomo sino alla Piazza di San Francesco D’Assisi, dinnanzi alle porte del cielo che secondo il comune sentire, minacciava un imminente pioggia di fuoco.
All’interno della chiesa si osservano pregevoli lavori artistici opera dei Fratelli Caltagironesi Giuseppe e Francesco Vaccaro.
Vi si trova infine l’angelica statua processionale dell’Immacolata ,attribuita a Giuseppe Vaccaro vestita di ricchi paludamenti ricamati in oro, cui la Città da secoli tributa profonda devozione.

LA CHIESA DEL SS. NOME DI GESU’ – EX COLLEGIO DEI GESUITI

Info 

Rettore: Parisi don Antonio

Annessa all’antico Collegio dei Padri Gesuiti.

Costruita a partire dal 1570.
Nonostante i terremoti del 1693 e del 1908e la grande Guerra, rimane intatta la facciata con il monumentale portale circondato da nicchie in cui sono collocate le statue dei Santi Gesuiti, in cima alla facciata sono poste le Statue della Madonna con il Bambino, di San Giuseppe e dei Santi Pietro e Paolo.
Sulla sommità del timpano lo stemma con il monogramma Gesuitico IHS (Iesus Hominum Salvator).
Opere d’arte all’interno della chiesa:
1.
XVI sec. l’annunciazione, tavola con lunetta sovrapposta, attribuita ad Antonio Catalano il Vecchio.
2.
XVI sec. Crocifisso ligneo di Calogero Cusumano.
3.
XVII sec. Dipinto di San Michele Arcangelo attribuito a Filippo Paladini.
4.
XVII-XVIII sec. Altare maggiore in legno dorato.
5.
XVII sec. Dipinto “ la Vergine Addolorata con San Giacomo” tela di Filippo Paladini.
6.
XX sec. Reliquie di sua Santità San Giovanni II e San Giovanni XXIII.
7.
Altare laterale in oro zecchino on tela raffigurante la Madonna del Rosario di Pompei che si festeggia in codesta Chiesa l’8 Ottobre di ogni anno.
GLI ULTMI RETTORI DELLA CHIESA SONO STATI DON GIANNI ZAVATTERI, ATTUALE VICARIO GENERALE E L’ATTUALE DON ANTONIO PARISI DIRETTORE DEL CORO DIOCESANO.

CHIESA DI SANTA ROSALIA VERGINE DEL ROSARIO

EX CONVENTO DEI DOMENICANI

Info 
Rettore: Girella don Giacomo (TVR Xenon)
I Frati predicatori , del titolo di san Domenico, vi hanno un Monastero abbastanza decente,con nobile Chiesa annessa, nella parte orientale, verso i fianchi del colle e montane l’origine al Sec.XVI.
Il primo Convento Domenicano, sotto il titolo di S. Rosalia, costruito fuori le mura, vicino alla chiesa di S. Antonio Abate ( l’attuale S.Francesco di Paola) che risultava come ospizio nel 1507, fu poi
abbandonato nel 1558.
Fu riaperto nel 1643 per fondazione del Can. Angelo la Mantia e del Sac. Nunzio Gallenti in nuovi locali presso la chiesa di Santa Rosalia.
Nel 1650 era vicariato con due Sacerdoti  ed un converso.
Fu soppresso nel 1652 a seguito del decreto di Papa Innocenzo x (G.B. PANFILI 1644-1655).
La Chiesa di S. Rosalia, detta anche del Rosario o di S. Domenico, fu distrutta dal terremoto del 1693 e ricostruita negli anni 1801-1808,con il contributo del Comune e dei fedeli, su progetto del locale Arch. Carlo Maria Longobardi.
Nel 1867 fu incamerata dal demanio e, poi, ceduta al Vescovo della Diocesi nel 1888.
Con elegante e monumentale prospetto Barocco, di forma concava, di pietra  intagliata, ornato di artistico portale con timpano, è completato da due piccoli campanili con quattro campane.
L’interno della Chiesa, ad unica navata ( m 36 x 13.50), con volta affrescata nel 1800 dal locale Isidoro Boscari, in cui e raffigurato S.Domenico davanti alla Trinità e alla Vergine Maria, e con pavimento marmoreo del 1963, è decorata di cappelle con altari di marmo policromo , ornati delle Tele ad Olio di S. Tommaso d’Acquino ( 1225-1274), di S.Martino da porres (15579-1639); del
miracolo di San Giacinto (1858) dei Vaccaro;di un crocifisso di legno, di San Domenico con Santa Caterina Da Siena tutte di ignoti autori d’epoca e della pregevole statua marmorea della Madonna del Rosario di Antonuzzo Gagini del 1542 per la quale furono pagate onze quattro dal Parroco di San Giorgio Buttafuoco e da altri sacerdoti.
L’abside, priva di altare con stemma dell’ordine domenicano, è decorata delle tele ad olio di San Domenico e di Santa Rosalia,anch’esse di ignoti autori d’epoca.
La Chiesa , per alcuni anni chiusa al culto perché pericolante e poi restaurata, nel 1982 fu assegnata dal Vescovo Carmelo Canzonieri all’associazione Amici della musica che l’ha trasformata in
auditorium.

BASILICA PARROCHIALE  DI SAN GIORGIO

Info
Abitanti: 1996
Parroco: don Giacomo Girella

Contatti

Indirizzo: Largo San Giorgio, 6
tel./fax: 0933.21350
e-mail:

Percorrendo la via dedicata allo Statista e Filosofo Don Luigi Sturzosi giunge alla Basilica di San Giorgio, costruita fuori dall’abitato come Chiesa Fortezza, fondata dai Genovesi che contribuirono alla liberazione dei Saraceni e costruendo una Colonia ligure nella Città.

RICOSTRUITA dopo il terremoto DEL 1693,il prospetto e di Giuseppe Vaccaro che oltre ad essere pittore e Scultore si confrontava con esempi di Architettura.

La Chiesa conserva un vero tesoro pittorico, una tavola di scuola Fiamminga attribuita probabilmente a Roger Van Der Weyden (1400-1464)raffigurantre il mistero della redenzione.

Nell’ononima Chiesa la prima Domenica di Luglio  viene festeggiata la devozione alla Madonna delle Grazie.

Dal 2015 per volere del gruppo di Preghiera “Padre Pio” e stato portato in basilica una statua e un ostensorio con reliquia del santo traumaturgo che viene festeggiato il 23 settembre di ogni anno.

Occorre una terza chiesa a greco verso i fianchi del monte , cioè la Parrocchia di San Giorgio Martire , costruita dalla pietà dei Genovesi nell’anno mille.

Avendo i Genovesi fatto lo sbarco con ingente armata verso la spiaggia di Kamarina, portavasi ad espugnare Caltagirone elevando con una torre un Tempio a San Giorgio , nel di cui muro applicarono una lapide con l’anno della fondazione , rimasta fin alo 1693, quando in seguito al funesto terremoto crollo assieme alla torre.

La Chiesa di San Giorgio , la più antica della Città , dopo quella dell’ex Matrice , fù costruita dai Genovesi negli anni mille.

Essa, Gravemente danneggiata dal terremoto del 1542 che ne abbatte il campanile, prontamente ricostruito dal comune , fu poi , interamente distrutto da quell’altro più disastroso del 1693.

La sua ricostruzione , avviata nel 1699 fu completata e rifinita di stucchi e di affreschi nel 1762.

Nel 1830 furono iniziatio i lavori di un nuovo prospetto della Chiesa, disegnato dai f.lli Vaccaro , ma l’improvvisa morte , per avvelenamento  da funghi del Parroco  Domenico Mingrino , avvenuta il 26 Maggio 1833, mando’ a monte il completamento dell’opera.

CHIESA DI Santa Maria degli Angeli

(o chiesa del Purgatorio)

Info
 Rettore: Casanova don Giuseppe
La Chiesa di Santa Maria Degli Angeli , detta anche del Purgatorio, fu eretta nella seconda metà del cinquecento di fronte all’attuale.
Rimase danneggiata dal terremoto del 1693 e venne riparata a spese del Comune.
Nel 1795 inizio la costruzione della Chiesa attuale , essendo il vecchio edificio ormai pericolante.
I lavori della nuova Chiesa , interrotti furono ripresi nel 1829.
La Chiesa presenta una pianta ad unica navata decorata da altari marmorei con tele ad olio della seconda metà dell’ottocento.
Nel 1850 la zona presbiterale fu separata dal resto della chiesa da una balaustra in marmo e nel 1860 fu inserita la grande macchinetta marmorea dell’altare maggiore, che comprende la tela del sacrificio eucaristico.
Il mese di Novembre si ha il culto ai defunti e la domenica di Pasqua viene portata in processione la pregevolissima statua della Madonna degli Angeli per
la tradizionale “Giunta”che si svolge in PiazzaMunicipio e per la tradizionale “Spartenza”che si svolge in Piazza Marconi.
La Chiesa fu sede di una confraternita laicale, istituita il 23 Maggio 1591.
Nel 1856 ospito anche la pia unione in suffragio delle  anime purganti, ed infine, nel 1863 il Pontefice PIO IXla eleva a Chiesa Sacramentale.

Chiesa di S. Giuseppe

Info

Rettore: Ciurca don Mauro (Affidata a Ente Missionario Ospedaliero)
La chiesa di san Giuseppe costruita dal comune con delibera 25 marzo 1572 al posto dell’antica chiesa di s barbara.
La chiesa venne distrutta dal terremoto del 1693.
Ricostruita dopo il terremoto fu affidata alla congregazione dei falegnami che nel 1743 diedero ordine all’architetto rosario gagliardi (1716–1770) di costruire nello stesso luogo cioè ai piedi della scalinata la nuova chiesa di s.Giuseppe.
I lavori cominciarono nel 1746.
La chiesa con prospetto barocco di pietra, ad intaglio, ornato di portale artisticamente lavorato di lesene e di due piccoli campanili e rivolta a occidente.  Nel campanile a destra del prospetto vi sono due campane datate 1816.
Nel 1958 sul prospetto laterale viene collocato un pannello di maiolica , raffigurante s. Giuseppe artigiano, eseguito da pino romano, mentre il prospetto principale fu restaurato dalla sovraintendenza ai monumenti di Catania nel 1968.
L’interno della chiesa e a pianta centrale, con pavimento di marmo rinnovato nel 1978.
Gli altari sono di marmo policromo, particolarmente pregevole quello maggiore;al suo interno vi è la statua della madonna della provvidenza di ignoto autore datata 1724;in un altare laterale vi e una pala d’altare raffigurante s. Andrea apostolo proveniente dalla chiesa di s Andrea ormai sconsacrata.
Sull’altare maggiore troviamo la statua lignea di s Giuseppe con il bambino, di ignoto autore datata 1722, restaurata nel 1924.
Un altro altare trovasi alla sinistra dell’ingresso principale vi e collocata la statua di s. barbara titolare dell’originaria chiesetta di autore e data ignota.
La chiesa sopra il portale tiene un organo a canne rivestito di legno scolpito e dorato.
Nella chiesa ha sede l’antica confraternita di Gesù e Maria che originariamente aveva dimora nella sua citata chiesa sita originariamente in via s bonaventura oggi non più esistente perche distrutta dal terremoto del 1693 e non più mai ricostruita.
Al suo posto si videro costruire palazzi nobiliari gentilizi.

Parrocchia Maria SS. del Ponte

SANTUARIO MARIANO DIOCESANO

Info
Abitanti: 1758
Parroco: don Francesco Di Stefano

Contatti
Indirizzo: Largo della Fontana
tel./fax: 0933.26771
e-mail: santuario@madonnadelponte.it
www.madonnadelponte.it

 

La costruzione del Santuario della Madonna del Ponte risale al 1573, appena un anno dopo la miracolosa apparizione della Beata Vergine Maria: Era il 15 Agosto giorno sacro alla trionfale Assunzione di Maria in cielo, e una povera fanciulla era andata di buon mattino alla fontanetta del ponte per attingere acqua; quando una visione di paradiso le inondò il cuore di una gioia arcana e non mai provata. Tra quelle limpide acque nuotava bella, placida, soave, risplendente, lamabile figura della Regina del Paradiso. La notizia dell’avvenuta apparizione si sparse in un baleno per la città e tutti accorsero alla piccola fontanetta che avea la fortuna di accogliere le amabili sembianze di Maria e del suo Divin Figliolo. Ma non a tutti era concesso di vedere Maria; ecco il singolare prodigio: solo quanti erano nella grazia di Dio erano ammessi alla visione della miracolosa apparizione. Venne chiamato un pittore, non famoso, che però fu divinamente ispirato; si temeva infatti che la visione sparisse e si chiese dunque di ritrarre la figura che sorgeva dall’acqua. Soltanto quando il quadro fu finito la visione si dileguò. Il risultato fu il capolavoro che oggi possiamo ancora ammirare all’interno della nuova chiesa, costruita negli anni Sessanta, racchiusa in una macchinetta argentea, una sorta di monumentale cornice, posta al centro dell’abside. All’interno del Santuario, invece, si conserva ancora l’antica fonte dell’apparizione dalla quale è possibile attingere acqua, la settecentesca macchinetta processionale, ed un dipinto di Antonino Ragona che raffigura il miracoloso avvenimento e il luogo in cui esso avvenne.

Vedi anche: Festività in onore di Maria SS. del Ponte: https://caltagironecittabarocca.it/riti-e-tradizioni/celebrazioni-in-onore-di-maria-ss-del-ponte/

Chiesa del SS. Crocifisso

OLIM DI S. FILIPPO NERI

Info
 Rettore: Casanova don Giuseppe

Tra la via Duomo e la via Celso fù realizzata la Chiesa del Crocifisso o San Filippo Neri.

In codesta Chiesa fù dissepolto un sarcofago in pietra.

A Bernardino Bongiovanni si attribuiscono gli affreschi della locale Chiesa del Crocifisso, pultroppo rimaneggiati e poi danneggiati dai bombardamenti dell’ultima guerra.

Chiesa di S. Bonaventura

La facciata seicentesca presenta uno stile semplice e lineare.

All’interno la suddivisione in cinque arcate per lato dà origine a dieci cappelle, nelle quali é possibile apprezzare diverse opere scultoree e pittoriche di grande rilievo tra cui: la statuetta della Madonna della salute, opera di Antonello Gagini ed il Crocifisso.

Il presbiterio é arricchito da un notevole affresco raffigurante S. Bonaventura attorniato da angeli e cherubini.

Chiesa di S. Orsola

Costruita nel XVIII secolo, oggi é chiusa al culto.

Chiesa di S. Maria della Stella

Edificata in età medievale, la chiesa conserva un apprezzabile affresco bizantino raffigurante la Madonna.

Chiesa dei Miracoli (o di S. Maria di Valverde)

Sorge nell’antico quartiere ebreo, all’interno conserva un dipinto del seicento raffigurante la Madonna

Chiesa di S. Stefano
L’originaria struttura risalente al XVI secolo é stata ridisegnata dall’architetto Francesco Battaglia che ne curò, nel 1761, la ricostruzione. La chiesa é sovrastata da una cupola ottagonale arricchita di stucchi ed affreschi.

Chiesa di S. Andrea

Edificata nel centro storico della città ed oggi chiusa al culto, era prima sede della Confraternita dei medici.

Chiesa di S. Lucia

La chiesetta custodisce la statua del Cristo Risorto che, durante le festività Pasquali, viene portata in processione per le vie della città.

Chiesa di S. Francesco di Paola

Il prospetto é arricchito da due pregevoli portali in pietra bianca di gusto rinascimentale. L’abside accoglie la statua del Santo a cui é consacrata la chiesa. Sull’ altare delle reliquie ed ai lati del presbiterio si trovano opere di notevole interesse pittorico tra cui la tela ritraente S. Vincenzo de’ Paoli e quella dell’ Addolorata’ entrambi di Francesco Vaccaro.