In questi giorni ritornano su alcuni profili social, notizie false sulla dismissione dell’archivio di stato di Caltagirone.
Secondo la narrazione, un protocollo d’intesa tra il comune di Militello e l’accademia di belle arti di Catania, atto a favorire il recupero e la riorganizzazione del patrimonio archivistico e archeologico della città, produrrebbero la chiusura e il trasferimento in altra città dell’archivio calatino.
L’archivio di stato di Catania, che comprende anche la sottosezione dell’ archivio di stato di Caltagirone, continueranno la loro e insostituibile azione di custodia e di valorizzazione del patrimonio archivistico.
Militello come altri comuni con storia millenaria, hanno il patrimonio archivistico e archeologico disseminato in varie sedi regionali e nazionali. Il protocollo mira a fare il punto sul patrimonio e il suo recupero, questa buona pratica che andrebbe emulata e non distorta, non mira alla chiusura del museo regionale “Paolo Orsi” di Siracusa, dell’archivio di stato di Catania, Palermo e Napoli, ne tantomeno dell’archivio di Caltagirone, sedi dove sono presenti reperti archeologici e librai provenienti dal territorio militellese.
Le dismissioni o le modifiche strutturali nella pubblica amministrazione avvengono mediante leggi e norme di attuazione, nel nostro caso solo gratuite e dannose illazioni.
Le distorsioni cognitive della comunicazione sono la causa e l’effetto della rigidità intellettiva che contribuisce a una rappresentazione della realtà che si alimenta delle sue stesse certezze e sono frutto del bisogno di mantenere in ordine quest’ultime.
Quest’approccio delle notizie creative, rasenta anche la pseudologia fantastica che porta a creare situazioni e avvenimenti pubblici e privati che aggiungendo del proprio, in funzione di ciò in cui si crede. La disinformazione online non aggiunge nulla alla costruzione di un percorso atto a creare bene comune, alimenta gratuitamente sterili e improduttive dinamiche sociali.
La realtà è altra cosa.

Testo firmato:
Arch. Felice Trovato


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