Info
Abitanti: 1758
Parroco: don Francesco Di Stefano

Contatti
Indirizzo: Largo della Fontana
tel./fax: 0933.26771
e-mail: santuario@madonnadelponte.it
www.madonnadelponte.it

BREVE STORIA

 La costruzione del Santuario della Madonna del Ponte risale al 1573, appena un anno dopo la miracolosa apparizione della Beata Vergine Maria: Era il 15 Agosto giorno sacro alla trionfale Assunzione di Maria in cielo, e una povera fanciulla era andata di buon mattino alla fontanetta del ponte per attingere acqua; quando una visione di paradiso le inondò il cuore di una gioia arcana e non mai provata. Tra quelle limpide acque nuotava bella, placida, soave, risplendente, lamabile figura della Regina del Paradiso. La notizia dell’avvenuta apparizione si sparse in un baleno per la città e tutti accorsero alla piccola fontanetta che avea la fortuna di accogliere le amabili sembianze di Maria e del suo Divin Figliolo. Ma non a tutti era concesso di vedere Maria; ecco il singolare prodigio: solo quanti erano nella grazia di Dio erano ammessi alla visione della miracolosa apparizione. Venne chiamato un pittore, non famoso, che però fu divinamente ispirato; si temeva infatti che la visione sparisse e si chiese dunque di ritrarre la figura che sorgeva dall’acqua. Soltanto quando il quadro fu finito la visione si dileguò. Il risultato fu il capolavoro che oggi possiamo ancora ammirare all’interno della nuova chiesa, costruita negli anni Sessanta, racchiusa in una macchinetta argentea, una sorta di monumentale cornice, posta al centro dell’abside. All’interno del Santuario, invece, si conserva ancora l’antica fonte dell’apparizione dalla quale è possibile attingere acqua, la settecentesca macchinetta processionale, ed un dipinto di Antonino Ragona che raffigura il miracoloso avvenimento e il luogo in cui esso avvenne.

Vedi anche: Festività in onore di Maria SS. del Ponte: https://caltagironecittabarocca.it/riti-e-tradizioni/celebrazioni-in-onore-di-maria-ss-del-ponte/

DESCRIZIONE

La chiesa della Madonna del Ponte si colloca nella parte sud-est della città di Caltagirone. La chiesa presenta una impostazione planimetrica ad aula con terminazione absidale semicircolare. L’interno della navata è segnato dall’ordine architettonico di carattere dorico, accennato da un sistema di lesene lievemente aggettanti, che definiscono le pareti laterali, in cui le cappelle sono ulteriormente segnate da arcate a tutto sesto. Il soffitto nell’intradosso è costituito da un piano di copertura a cassettoni, mentre la copertura è a due falde. La facciata è costituita da una superficie piana ad intonaco definita dall’ordine gigante dorico, che emerge con lesene in pietra ai lati del prospetto e con il lieve aggetto del frontone triangolare.

  • aula
    • La chiesa presenta una impostazione planimetrica ad aula con terminazione absidale semicircolare. Nello spessore delle murature sono state incassate quattro piccole cappelle laterali. L’interno della navata è segnato dall’ordine architettonico di carattere dorico, accennato da un sistema di lesene lievemente aggettanti, che definiscono le pareti laterali, in cui le cappelle sono ulteriormente segnate da arcate a tutto sesto. Nelle nicchie sono presenti quattro altari marmorei realizzati nel 1952, l’aula custodisce le tele della Fuga in Egitto e dell’Ecce Homo dei fratelli Vaccaro, altri dipinti raffigurano l’Ascensione e la Deposizione. Sulla sorgente dove avvenne l’apparizione opere murarie regolano il flusso idrico per indirizzarlo verso una scenografia architettonica in marmi che ne celebra la dovuta importanza. Di fronte è collocato un fonte battesimale . Sulla parete di fondo dell’abside è collocata sopra un’alzata in muratura, la Macchinetta in legno di Bernardino Bongiovanni contenente la tela ad olio dell’apparizione eseguita da Francesco Vaccaro. Il soffitto nell’intradosso è costituito da un piano di copertura a cassettoni lignei l’estradosso esterno presenta una copertura a due falde.
  • coperture
    • Il soffitto nell’intradosso è costituito da un piano di copertura a cassettoni, mentre l’estradosso esterno presenta una copertura a due falde inclinate.
  • prospetto
    • La facciata è costituita da una superficie piana ad intonaco definita dall’ordine gigante dorico, che emerge con lesene in pietra ai lati del prospetto e con il lieve aggetto del frontone triangolare. Il portale d’accesso all’aula è costituito da piedritti in pietra squadrata con un soprastante frontone triangolare, anche il finestrone segue lo stesso semplice disegno in proporzioni ridotte. Sopra il frontone si colloca una torretta campanaria. Un portale laterale sul lato destro della chiesa consente l’accesso alla navata.

NOTIZIE STORICHE

  • 1572 ‐ 1572 (apparizione della Vergine Maria  antica chiesa)
    • Il 15 agosto si verificò in Caltagirone l’apparizione della Vergine Maria con il suo Figlio Gesù. L’evento accadde in prossimità di una fonte posta nella parte più bassa della città a sud-est, dove un ponticello scavalcava una vallata in cui scorrevano le acque di un piccolo torrente. La tradizione non ci tramanda il nome della fanciulla, ma ci fa sapere che essa era muta e veduta la Madre di Dio ebbe la loquela. Ben presto il culto si diffuse accompagnato da prodigi e miracoli. Il popolo, rappresentato dal Senato caltagironese, commissionò in segno di ringraziamento il ritratto di quella prodigiosa immagine ad un pittore locale. In seguito i fedeli progettarono di edificare nel luogo dell’apparizione un tempio nel quale racchiudere la fonte e conservare e venerare il dipinto. Vennero riscontrate difficoltà nell’insediamento della costruzione prevista a causa del terreno scosceso e argilloso. L’edificio venne costruito con le donazioni dei fedeli e il contributo del Comune.
  • 1573 ‐ 1573 (sbancamento piazzale della sorgente antica chiesa)
    • Il 7 gennaio, dopo pochi mesi dall’apparizione, il senato di Caltagirone firmò il certificato di pagamento per le opere di ampliamento del piazzale antistante la fonte dove si era rivelata l’immagine della «Madonna di lo ponti».
  • 1573 ‐ 1573 (inaugurazione  antica chiesa)
    • La chiesa venne inaugurata il 15 agosto 1573, quando si stabilì la celebrazione annuale dell’evento. L’erezione della chiesa venne completata con la costruzione dei tre altari dedicati alla Vergine addolorata, a San Giuseppe, e alla Vergine e Martire S. Apollonia. La statua raffigurante Sant’Apollonia non più esistente venne realizzata nel 1698 da due artisti di Leonforte e commissionata dal Governatore della confraternita maestro Antonino Ferrara.
  • 1574 ‐ 1574 (nomina primo rettore antica chiesa)
    • Il 13 agosto 1574, il Vescovo di Siracusa nominò il primo rettore della chiesa «Don Francesco de Costanzio».
  • 1611 ‐ 1611 (istituzione confraternita Madonna del Ponte antica chiesa)
    • Il 10 agosto nacque la confraternita laicale sotto il titolo della Madonna del Ponte di Caltagirone.
  • 1654 ‐ 1706 (descrizione guarigioni  antica chiesa)
    • La descrizione della più antica guarigione verificatasi grazie all’intercessione della Madonna del ponte di Caltagirone è descritta nell’opera di P. Ottaviano Gaetani pubblicata nel 1637 a Palermo dal gesuita Tommaso Tamburino, dal titolo Ragguagli delli ritratti della santissima Vergine Nostra Signora più celebri. L’opera descrive le guarigioni verificatesi dal 1651 al 1706.
  • 1693 ‐ 1693 (sisma 1693 antica chiesa)
    • La chiesa venne risparmiata dal terremoto del 1693.
  • 1714 ‐ 1720 (grave danneggiamento evento alluvionale attuale chiesa)
    • La chiesa, sita in prossimità di un impluvio naturale ricco di piccole sorgive, venne travolta da un’alluvione e di conseguenza gravemente danneggiata, si dovette procedere alla sua ricostruzione integrale, completata poi nel 1720.
  • 1777 ‐ 1777 (titolo di patrona città attuale chiesa)
    • Il senato caltagironese il 29 giugno elesse patrona della gratissima città di Caltagirone la Madonna del Ponte per gli innumerevoli prodigi verificatisi fino ad allora.
  • 1796 ‐ XVIII (temuto crollo della chiesa attuale chiesa)
    • L’architetto del Senato di Caltagirone Giuseppe Marino, venne incaricato di relazionare gli interventi necessari nel quartiere di Santa Maria del Ponte, in cui si temeva l’imminente crollo della Chiesa e dello stesso ponte.
  • 1869 ‐ 1872 (campagna di restauri attuale chiesa)
    • La chiesa venne restaurata e rinnovata a cura del rettore Sac. Giacomo Alì grazie alle offerte dei fedeli e del clero
  • 1942 ‐ 1942 (elezione a chiesa parrocchiale attuale chiesa)
    • La chiesa venne eletta parrocchia il 15 maggio.
  • 1985 ‐ 1985 (restauro soffitto a cassettoni attuale chiesa)
    • L’antico santuario venne restaurato nel suo interno, il soffitto a cassettoni che originariamente era voltato è stato restaurato, è stata collocata una lapide con epitaffio in latino per ricordare la peregrinazione diocesana del 1949, venne collocata la tela del prof. Antonino Ragona con la scena dell’apparizione della Madonna.
  • 1986 ‐ 1986 (restauro macchinetta lignea attuale chiesa)
    • Il 14 agosto di quest’anno l’antica macchinetta in legno dorato di Bernardino Bongiovanni, danneggiata durante la peregrinazione del 1949 è stata restaurata e riposta nella collocazione originaria, ovvero nel fondale dell’abside.
  • 1987 ‐ 1987 (titolo Santuario Mariano Diocesano attuale chiesa)
    • La chiesa della Madonna del Ponte viene proclamata con lettera pastorale del 1 maggio, firmata dal vescovo Mons. Vittorio Mondello e dal Cancelliere Mario Messina Santuario Mariano Diocesano, accogliendo una antica aspirazione, manifestata da molto tempo. Infatti già da molti anni la chiesa veniva chiamata Santuario della Madonna del Ponte, meta di numerosi pellegrinaggi. L’intendimento di elevare al titolo di Santuario la chiesa della Madonna del ponte, venne concretizzato nella lettera Pastorale pubblicata il primo maggio 1987 in occasione dell’Anno Mariano indetto dal S. Padre Giovanni Paolo II.
  • 2003 ‐ 2004 (facciate e coperture attuale chiesa)
    • Nel 2003, con fondi dell’8xmille, si sono eseguiti lavori di adeguamento dei locali destinati a canonica; nel 2004 si sono condotti dei lavori di manutenzione straordinaria delle coperture e dei prospetti, nonchè interventi di restauro delle parti lapidee, tali interventi sono stati tutti realizzati dalla ditta F.lli La Spada, sotto la direzione lavori dell’arch. Michele Savatteri.
  • 2013 ‐ 2013 (restauro tela Madonna del Ponte attuale chiesa)
    • Restauro della tela della Madonna del Ponte che venne esposto in Vaticano.
  • 2015 ‐ 2015 (collocazione nuovo altare e ambone attuale chiesa)
    • Nel mese di giugno cominciò una campagna di restauri resi necessari da problematiche di degrado dovute alla presenza di umidità di risalita. Il giorno 11 ottobre la chiesa venne riaperta dopo i restauri. Venne stata restaurata la fonte, e collocato il nuovo altare e l’ambone necessari alle nuove esigenze liturgiche. Il 15 dicembre viene aperta il 15 dicembre la Porta Santa nell’antico Santuario diocesano della Madonna del Ponte. Il santuario è stato scelto da Mons. Peri come chiesa giubilare per l’anno santo. I pannelli di bronzo che decorano la porta e che accolgono i fedeli sono stati creati da Raffaele Boselli, caltagironese, mentre la cornice che la circonda è stato costruito dal ceramista Francesco Navanzino

ADEGUAMENTO LITURGICO

  • altare ‐ aggiunta arredo (2015)
    • L’altare di forma tendente al quadrato, è stato realizzato in maniera scatolare, con l’utilizzo di lastre di rivestimento in marmo perlato di sicilia, decorato da un inserto a bassorilievo posto nel lato prospiciente l’aula. Esso è stato posto in posizione assiale.
  • ambone ‐ aggiunta arredo (2015)
    • L’ambone di forma composita, in lastre di marmo perlato di sicilia, è stato realizzato su una base a quota superiore rispetto a quella del presbiterio, essendo presenti tre gradini, decorato da apparato iconografico in terracotta monocromatica, posizionato sul lato a destra, guardando il presbiterio dall’aula.
  • fonte battesimale ‐ aggiunta arredo (2015)
    • La fonte, è stata realizzata in adiacenza all’ambone, posizionata a quota dell’aula, è costituita da una bacinella in marmo perlato di sicilia con inserti in marmo rosso sant’agata.

 

 

 

 

 

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