Lungo la strada a scorrimento veloce , tra gli svincoli nord e sud di Caltagirone, si apre una distesa variegata di terreni calcarei, a terrazze irregolari, solcati da valloni e valloncelli.

I calcari, ovunque appaiono, sono bucherellati da ampie aperture regolari, rettangolari, che immettono in piccole grotticelle a pianta circolare, a volta curva, con un diametro di circa due metri.

Le grotticelle , oltre 2000, sono state interamente scavate dall’uomo in un periodo che va dal XIX al IX SEC. a.c.

Esse furono ricavate dovunque la consistenza del calcare lo permetteva .

 

L’unico punto che presenta una naturale concentrazione di grotticelle, circa un centinaio, è un lungo costone roccioso, che si affaccia direttamente sulla strada, facilmente raggiungibile imboccando una ” trazzera ” ben segnata.

Tutte presentano una regolare apertura rettangolare , che funge da ingresso,da cui, attraverso un breve vestibolo, si accede a una cameretta a pianta circolare e con la volta sempre curva.

Mancano qui le camerette a pianta quadrangolare e a volta piatta, presenti a pantalica, mentre sono numerose quelle con la volta a ogiva, a tholos, sicuramente dovute agli influssi dei micenei.

ciascuna grotticella conteneva un massimo di 10 defunti, distesi su pavimentoo in qualche esemplare su nicchioni ricavati nelle pareti laterali.

 

Nella tomba veniva posto anche il corredo funebre, costituito da vasi , con cibarie, offerte votive, da bronzi, sopratutto ornamenti personali e armi.

Completato il numero prestabilito di deposizioni, la tomba veniva chiusa con una lastra di pietra calcarea e sigillata con un muro a secco.

La maggior parte delle tombe va iscritta alla civiltà di pantalica nord – Caltagirone , fioriota dal XV al XII SEC. A.C. ; poche a quelle di Castelluccio mentre le più recenti scendono oltre il IX SEC A.C.  e risultano utilizzate fino al V SEC A.C.

La Necropoli e stata scientificamente esplorata nei primi anni del 900 da Paolo Orsi, che vi trovò spade e daghe di bronzo , fibule, anelli d’oro micenei, nonchè molti vasi di ceramica fatti al tornio e con la superficie a traslucido, rosso mattone oggi custoditi nel Museo Archeologico “Paolo Orsi” di Siracusa.